venerdì 6 dicembre 2013

LA SPADA NASCOSTA



 

"Alla fine del vento
ancora cadono le foglie
un falco lancia il suo grido
Si fa più fondo il silenzio dei monti"

(Ikkyù sojun- 1394 - 1481) 



Fino a qualche anno fa passavo molto tempo  in maremma. Terra magica.
 Stavo sempre sulla spiaggia, anche  d'inverno, alla " Tagliata Etrusca" di Ansedonia.

L'ultima domenica del mese (o era la prima?....non ricordo bene) andavo al mercatino dell'antiquariato di Orbetello.
Non è che me ne fregasse gran ché di mobili ed oggetti vintage. 
C'andavo  per scambiare due chiacchiere sul Vedanta con un pisano che vende statuette di Shiva e kali e passa metà dell'anno in India, e farmi raccontare di di Kenji Tokitsu da un suo allievo, V. che vive vendendo jeans e magliette firmate alle adolescenti.
Fu divertente l'incontro con V., sei o sette anni fa.
Ci siamo guardati negli occhi ed abbiamo cominciato a parlare, tutti e due insieme, di zen e di arti marziali.

Senza nessun motivo apparente.




Una volta passeggiando nel mercatino ho trovato, nascosta tra spade di plastica del signore degli anelli e statuette tarocche, una katana autentica, almeno credo.
A prima vista è un bastone di legno chiaro con una doppia curva e qualche ideogramma, ma dentro c'è una lama di acciaio giapponese 440.
In giapponese si chiama Katana Shirasaia, una spada senza fronzoli.
Di solito le spade giapponese hanno l'impugnatura (tsuka) diritta.
Questa, evidentemente per rispettare la forma originaria del ramo di legno ha l'impugnatura curva ed è, ovviamente, priva di elsa (tsuba).
La curva della lama e la curva dell'impugnatura rendono ancora più esplicito il paragone tra la la spada e la colonna vertebrale che mi era stato utile in certi esercizi di meditazione che usavo fare anni fa.
L'impugnatura è lunga esattamente come la mia mano (da pollice a mignolo con il palmo aperto e le dita distese), esattamente come la mia curva cervicale. 

La lama è lunga esattamente tre palmi (come la colonna dal sacro alla prima dorsale).
La punta della spada (credo si chiami Kissaki) è  l'osso sacro.
La simmetria è un segno divino
"tyger tiger,
burning bright in the forest of the night,
what immortal hand or eye,
could frame your fearfull simmetry
" diceva Blake.





Nei "tre mondi"della molteplicità, c'è  simmetria di forme e misure.
Il caso (un errore di fabbricazione o un artigiano pigro) ha costruito la spada a misura del mio corpo fisico.
Gli ideogrammi ripetuti sul fodero significano semplicemente katana:



Semplicità e Simmetria portano alla comprensione delle leggi che regolano la manifestazione, e la comprensione svela la Bellezza.
Ogni costruzione intellettuale  inquina, in qualche modo, l'istante della comprensione. Genera pensieri. 

Alla fine del vento
ancora cadono le foglie.

Il silenzio si fa più fondo dopo il grido del falco. 
Dall'alto la lama penetra nel fodero o nella terra.

lunedì 2 dicembre 2013

MICRORESPIRAZIONE E PICCOLO CIRCUITO CELESTE

E' grazie alla micro-respirazione che ho imparato, negli anni a mandare (o a convincere il cervello che sia possibile mandare, il che è lo stesso) la respirazione in ogni parte del corpo, riducendo man mano la superficie delle aree su cui mi porto l'attenzione. 
La chiamo micro-respirazione perché dall'esterno sembra che non vi sia nessun tipo di movimento.


Secondo i cinesi  se durante gli esercizi di respirazione si appoggiasse alle narici una piuma, questa non dovrebbe muoversi ne in basso ne in alto.
Da seduti o in piedi, in una posizione comoda, cominciamo
a massaggiare delicatamente il plesso solare con le dita e il palmo della mano destra, prima in senso orario poi in senso antiorario. 
Quando si avverte un pochino di calore, si porta l'attenzione sulla respirazione mantenendo la mano destra sul plesso solare. 
Inspirando immagino che il plesso solare si riempia di un liquido tiepide e piacevole al tatto, all'odorato, al gusto (miele, latte o altro, dipende dai gusti personali)
Devo resistere, in inspirazione, alla tentazione di riempire il torace e allargare il torace e, prima di sentirmi completamente "sazio" di aria faccio una brevissima apnea e la utilizzo per rilassare, mentalmente, l'addome  immaginando che l'aria sotto forma di liquido tiepido scenda, goccia a goccia, sotto l'ombelico e si depositi sul pavimento pelvico.
Espirando senza muovere minimamente i muscoli addominali, "osservo" le gocce sul pavimento pelvico.



Finita l'espirazione comincia la parte più difficile:

devo inspirare delicatamente immaginando che le "gocce" di aria continuino a scendere verso il basso. 
Istintivamente (automaticamente) finita la espirazione tenderò infatti ad alzare il diaframma e le le costole e resistere a questo impulso potrebbe provocare delle tensioni muscolari.


Per evitare la tensione durante la apnea naturale che segue la espirazione porto l'attenzione sul perineo o, se non sono in grado percepirlo, sull'asse ano-organi genitali.

Nel successivo atto respiratorio dovrò  ridurre la quantità di aria inalata e tenterò di ridurla ulteriormente nelle respirazioni successive.
Dopo un certo numero di cicli respiratori (108 per esempio, ma diciamo che vanno bene anche nove o un multiplo di nove) dovrei cominciare a sentire un senso di pienezza al basso ventre.
A questo punto, sempre portando l'aria sotto l'ombelico durante la pausa, durante la espirazione comincia a immaginare che le gocce di aria comincino ad evaporare verso il sacro e più su verso le vertebre lombari.



Associando la espirazione al rilassamento dei muscoli del bacino e delle cosce dovrei riuscire a percepire con  precisione gli ischi, il sacro e le vertebre lombari.

Dopo un altro ciclo di respirazioni (di nuovo 108  o comunque un multiplo di nove) percepirò una sensazione, piacevole, di presenza all'osso sacro, nella zona del coccige e del perineo. 
La sensazione è soggettiva: per alcuni le ossa saranno più morbide e leggere, per altri più pesante o più calde.
E' il momento di cominciare la pratica del Piccolo Circuito Celeste





Mantenendo la respirazione sottile inspiro (1) "sotto l'ombelico", accumulo le gocce di aria nell'addome durante la  apnea naturale ed, espirando, porto il "vapore " all'osso sacro immaginando di farlo passare attraverso gli organi genitali, il perineo e l'ano (che si sensibilizzerà fino ad arrivare,in alcuni casi, a muoversi da solo).

Inspirando nuovamente (2) spingo leggerissimamente verso il basso l'osso sacro e porto il"vapore" verso il punto al centro delle scapole facendolo passare i reni e i polmoni (avvertirò una sensazione di allargamento delle ultime costole).
Durante la apnea naturale allungo delicatamente la testa verso l'alto e le scapole verso il basso. 




Una cosa importante: i due canali nei quali scorre l'energia, REN MAI e DU MAI sono entrambi nella zona della colonna vertebrale.
REN MAI, canale dell'energia discendente, parte dalla radice della lingua e, scorrendo "davanti" alla colonna, arriva fino al perineo.
DU MAI, canale dell'energia ascendete, ha inizio al perineo e scorrendo lungo la colonna, arriva fino al palato. In molte rappresentazioni REN MAI viene disegnato nella parte anteriore del corpo, ma si tratta di un trucco per impeedire che il praticante contragga o non rilassi abbastanza, la parete addominale e il torace durante l'inspirazione "discendente".
"Arrivato" al centro delle scapole, espirando immagino che il vapore , attraverso il collo e la nuca, "invada il cranio" e vada a riempire la "cavità" del punto in mezzo alla fronte.
Inspirando riporto l'energia nella zona dell'ombelico, in apnea faccio "depositare le gocce" sul pavimento pelvico ecc. ecc.


Dopo un certo numero di respirazioni (108 per esempio, ma diciamo che vanno bene anche 9 o un multiplo di 9), resto seduto ad "ascoltare" gli effetti dell'esercizio.  

- Se  provo dolore o pesantezza al petto devo alzarmi, se sono seduto, scuotere delicatamente le membra, massaggiarsi le mani e la faccia e dedicarmi ad una moderata attività fisica.

Il dolore e/o la pesantezza al torace e alle spalle dipendono di solito dall'errata postura assunta durante la pratica.

- Il mal di testa invece, potrebbe  significare che un blocco al collo o alla nuca sta per "sciogliersi".
Se così fosse occorre fare molta attenzione.
Un blocco psicofisico che comincia a sciogliersi è un buco in una diga.
All'inizio tende ad allargarsi lentamente, poi  improvvisamente l'acqua spezza le barriere e  sommerge le terre circostanti.
In altri termini si potrebbe verificare un notevole aumento del flusso sanguigno al cervello.
 Se si avverte mal di testa, dolore alle vertebre cervicali o sensazione di pesantezza agli occhi si deve interrompere la pratica, cambiare posizione e massaggiarsi dolcemente la nuca, poi  la schiena e, magari con un panno di seta, l'osso sacro e il coccige.
Il riscaldamento improvviso della testa e del ventre è considerato uno dei pericoli di questa pratica.
Nei centri taoisti di un tempo si dice ci fossero degli assistenti pronti ad intervenire con secchi di acqua fredda.


- Una leggera, sopportabile sensazione di nausea, nella prima fase di pratica, potrebbe invece essere anche un sintomo positivo: potrebbe significare che il diaframma toracico sta per rilassarsi.
Se si riesce a superare questo stato ( che secondo alcuni è identificabile con la grande acqua di alcune sentenze de "I Ching") senza cambiare posizione e senza contrarre i muscoli dell'addome e del torace, potremmo sperimentare un fenomeno singolare: il rilassamento totale e improvviso del diaframma.

La sensazione è quella di un pallone aerostatico che si sgonfia improvvisamente, o  di un paracadute che si affloscia a terra.
Si avrà la sensazione di essere più grassi e meno tonici.
Ma resistendo alla voglia di contrarre gli addominali e di tendere in alto costole,torace, spalle, si potranno fare delle scoperte interessanti...




UN ESERCIZIO PER IL RITMO E LA PERCEZIONE DELL'ENERGIA SOTTILE

Vorrei proporre un giochino, un esercizio facile facile che ho preparato per i miei allievi del corso di hatha yoga. 
Per una volta eviterò, il più possibile, di usare termini tecnici e parole in sanscrito o cinese. 
C'è un motivo: passo ormai metà del mio tempo tra libri e vocabolari e mi viene spontaneo usare termini come citrupini omahakasha che, per me, sono assai più eloquenti e precisi dei giri di parole che si è costretti a fare per cercare di tradurli. 
Ma ho scoperto che chi non è ossessionato dal sapere vedico o taoista, reagisce, spesso, a certe parole dal suono esotico allontanandosi (-" Che inutile erudizione!"-) o sviluppando una specie di timore reverenziale. 
Il risultato è che né gli uni né gli altri chiedono il significato dei termini tecnici e le spiegazioni di concetti ed esercizi si trasformano, a volte, in un monologo nel deserto, altre in un dialogo tra sordi. 




L'esercizio che propongo è relativamente facile e può, secondo me, dare un'idea abbastanza precisa della potenza delle kriya
Ovviamente mi è subito scappata la parola kriya... 
Vediamo di spiegarla: 
La Kriya è l'utilizzazione del pensiero creativo nella pratica di asana e sequenze. 
Dapprima si conduce l'attenzione lungo precisi percorsi (ad esempio dalla fronte all'ombelico o lungo la colonna dal sacro al centro delle scapole)immaginando che i fluidi corporei "DENSI COME IL MERCURIO DEL TERMOMETRO" seguano il tragitto disegnato dalla mente. 
In un secondo tempo ascolto il movimento dei fluidi corporei (un suono, una sensazione tattile, una differenza di temperatura....). 
La kriya è il fondamento dello Hatha Yoga [una posizione o una sequenza senza kriya è "vuota"] e non differisce affatto dalle pratiche di circolazione energetica del Qi Gong o del Taijiquan. 

Ma veniamo all'esercizio che intendo proporre. 
Gli ingredienti sono: 


A) Un brano di tampura e tablas in fa "vilambit" 
In teoria va bene qualsiasi brano musicale con un ritmo lento e facilmente riconoscibile.
Consiglio il tampura (che è uno strumento a corde indiano usato per l'accompagnamento e l'intonazione) in Fa perché la musica classica indiana è stata creata insieme allo hatha yoga e per lo hatha yogae la frequenza del fa è quella che più si avvicina al "vero suono dell'AUM". 
Vilambit Laya è il tempo lento (da 10 a 40 battiti al minuto) dei raga "maggiori"indiani. 
Brani di tampura e Tablas in fa vilambit si trovano facilmente su internet. 
A me lo ha passato Fabio Cozzi che studia flauto indiano (bansuri






B) Una sequenza che conosciamo bene (il saluto al sole ad esempio, o una singola posizione o una serie di esercizi di Qi gong o una forma di taijiquan ....). 

Pratica dell'esercizio: 
1)La prima fase consiste nell'ascolto. 
Ascolto nel vero senso della parola: ci siede a gambe incorciate (o su una sedia, tenendo la schiena dritta), con le mani appoggiate sotto l'ombelico e si cerca di individuare il tempo del brano contando in quattro(ogni battito un numero: 1-2-3-4 i primi quattro tempi e 5-6-7-8 i successivi quattro). 

2) Quando si è sicuri di aver individuato il tempo si cerca di adeguare la respirazione al ritmo. Ad esempio: inspiro (1-2-3-4) espiro (5-6-7-8 ). 
Se non ho mai studiato danza e/o musica noterò che tra una fase e l'altra ci sarà una tendenza a contrarre il diaframma toracico e/o i muscoli addominali. 
Con dolcezza devo cercare di eliminare "i confini" tra le due fasi ricordandomi di rilassare i muscoli addominali nel quarto tempo di ogni fase. Esempio: 
INSPIRO 1-2-3, RILASSO 4. 
ESPIRO 5-6-7, RILASSO 8. 
Piano piano le due fasi(inspiro ed espiro) entreranno l'una nell'altra dando cicolarità al processo respiratorio. 

3) A questo punto cominciamo la visualizzazione partendo dal ventre






disegno nella mente il più precisamente possibile la zona dell'addome e del basso ventre. 
Immagino che l'aria sia una sfera che va a premere sul pavimento pelvico e "FACCIO RUOTARE LA SFERA" dall'alto in basso e in senso orario: 

INSPIRANDO (a tempo con il tampura: 1-2-3-rilasso) SEGUO IL MOVIMENTO DELLA SFERA DALL'OSSO SACRO ALL'OMBELICO. 

ESPIRANDO ( a tempo con il tampura: 5-6-7-rilasso) SEGUO IL MOVIMENTO DELLA SFERA DALL'OMBELICO AL SACRO (passando per i genitali, il perineo e l'ano). 

Quando con le mani avverto nel ventre un aumento di calore, o la sensazione di un movimento circolare involontario o un'altra sensazione non ordinaria, passo alla fase successiva. 

4) porto l'attenzione al collo e alla testa





Appoggio le mani sulla nuca e visualizzo una sfera il cui centro è posto sul palato molle. 

La sfera si muove dal basso in alto e in senso orario. 
"Cerco" la simmetria con il bacino: la fontanella (la parte più alta del cranio) corrisponde al perineo. 
Il foro dell'occipite (dove si inseriscono prima e seconda cervicale) corrisponde all'ombelico.
Il punto in mezzo alla fronte corrisponde al sacro. 

INSPIRANDO (a tempo con il tampura: 1-2-3-rilasso) SEGUO IL MOVIMENTO DELLA SFERA DAL CENTRO DELLA FRONTE ALL'OCCIPITE. 

ESPIRANDO ( a tempo con il tampura: 5-6-7-rilasso) SEGUO IL MOVIMENTO DELLA SFERA DALL'OCCIPITE AL CENTRO DELLA FRONTE(passando per il cervelletto,la fontanella e l'attaccatura dei capelli). 

Quando con le mani avverto alla nuca un aumento di calore, o la sensazione di un movimento circolare involontario o un'altra sensazione non ordinaria, passo alla fase successiva. 

5) Porto l'attenzione sulla colonna, visualizzando due canali, due tubi di gomma morbida e trasparente: uno discendente "davanti" alla spina dorsale, ed uno ascendente "dietro" alla spina dorsale. 




Riporto le mani sotto l'ombelico, appoggio la lingua sul palato e avvicino dolcemente il mento al petto (non devo avvertire tensioni al collo e alla nuca). 
Inarco leggermente le dorsali portando un pochino avanti l'ombelico. 
Ruoto le spalle in avanti, in alto, in dietro e in basso per liberare il petto e porto all'attenzione sul punto tra le due scapole. 

A5) INSPIRANDO (a tempo con il tampura: 1-2-3-rilasso) SEGUO IL MOVIMENTO DELLA SFERA DAL CENTRO DELLA FRONTE ALL'OCCIPITE E FACCIO SCENDERE UN LIQUIDO "DENSO COME IL MERCURIO DEL TERMOMETRO" DAL PALATO ALL'OMBELICO. 

B5) ESPIRANDO ( a tempo con il tampura: 5-6-7-rilasso) SEGUO IL MOVIMENTO DELLA SFERA DALL'OMBELICO AL SACRO (passando per i genitali, il perineo e l'ano). 

C5) INSPIRANDO (a tempo con il tampura: 1-2-3-rilasso) SEGUO IL MOVIMENTO DELLA SFERA DALL'OSSO SACRO ALL'OMBELICO E FACCIO SALIRE IL LIQUIDO FINO AL PUNTO TRA LE DUE SCAPOLE. 

D5) ESPIRANDO ( a tempo con il tampura: 5-6-7-rilasso) SEGUO IL MOVIMENTO DELLA SFERA DALL'OCCIPITE AL CENTRO DELLA FRONTE(passando per il cervelletto,la fontanella e l'attaccatura dei capelli) E FACCIO SALIRE IL LIQUIDO DAL CENTRO DELLE SCAPOLE AL PUNTO IN MEZZO ALLA FRONTE. 

Ripeto tutto il percorso da A5) a D5) per 9-18-36...108 volte, fin quando non avverto una sensazione tattile non ordinaria diffusa in tutto il corpo (formicolio, aumento di calore, percezione del movimento dei fluidi ecc.) 

6) A questo punto smetto di contare visualizzo la sequenza o la posizione che ho intenzione di assumere
Poi (sempre ascoltando la musica, ma senza contare) comincio la sequenza o assumo la posizione che ho visualizzato.

domenica 1 dicembre 2013

LA POSTURA DI BASE DEL QI GONG E GLI 8 CANALI STRAORDINARI

Postura di base: 
1) spalle rilassate, gomiti bassi. scapole che si adagiano sulla schiena (significa che non devono mai sporgere e devi sentirle basse all'altezza delle ultime costole).
2)I glutei bassi ( significa che le lombari e l'osso sacro devono essere rilassati verso il basso).



3)Sospendi il sincipite ( sincipite è il punto più alto della testa, sospendere il sincipite significa che i muscoli del collo devono essere allungati e rilassati, la testa in delicato equilibrio sull'asse cervicale 
prova ad allenarti tenendo un libro o un bastone in equilibrio sulla testa)

4) L'addome deve essere sempre rilassato e il Dan tien inferiore (2° Chakra) va pensato in relazione con il punto in mezzo alle scapole. 

5)) Gambe rilassate (l'idea è di di tenere qualcosa di morbido tra le cosce), con 
le ginocchia morbide (ma non troppo) e la linea della rotula che non deve mai andare oltre la linea delle dita del piede. 
Il centro del ginocchio deve avere come riferimento il punto tra il secondo e il terzo dito del piede. 
Il corpo deve poggiare sul plesso venoso del metatarso, nel punto che i cinesi chiamano "fonte gorgogliante" ( guarda la pianta del piede: il plesso venoso del metatarso forma una specie di mezzaluna, pensa di poggiare il peso sul punto centrale della mezzaluna). 




Nella pratica del qi gong in movimento si comincia con movimenti semplici senza portare l'attenzione sulla  respirazione, almeno all'inizio.
Per quanto riguarda il movimento nello spazio un esercizio interessante è quello di provare a "disegnare" il corpo in mezzo ad un cubo.
Pensa tre piani orizzontali: uno è la faccia superiore del cubo uno la faccia inferiore e uno è il piano centrale che passa per il dan tien inferiore.
Dividi ogni faccia del cubo in otto parti e scrivi i punti cardinali su ogni faccia tenendo presente che il sud è in avanti e/o in alto.
Cerca la maniera più logica per collegare ogni articolazione con tutti i punti che hai disegnato.

Tieni conto che il movimento del corpo segue sempre la legge del tre.
Corpo, Braccia, gambe.
Anca, ginocchio, caviglia.
Scapola, gomito, polso.
Il punto centrale funge sempre da timone nel senso che la direzione del movimento del braccio, ad esempio è data dal gomito,la direzione del movimento della gamba è data dal ginocchio.
Tieni conto del "diagramma della creazione e della distruzione dei 5 elementi":

Diagramma di generazione dei 5 elementi
Il Fuoco( Rosso,in alto, rappresenta il Sud) genera la Terra. 
La Terra( Giallo) genera il Metallo ( Ovest). 
Il Metallo(Bianco) genera l'Acqua (Nord). 
L'Acqua (nero)genera il Legno(Est). 
Il Legno (Verde)genera Il Fuoco. 

Diagramma della distruzione dei 5 elementi
Il Fuoco Fonde il Metallo.Il Metallo taglia il Legno. 
Il Legno penetra nella Terra. 
La Terra blocca l'Acqua. 
L'Acqua spegne il Fuoco. 

La terra è il centro e rappresenta uno dei 5 spostamenti. 
Rifletti per trovare gli altri 4. 





Una cosa essenziale è quella che si chiama  zheng li.
Si può tradurre con "percezione delle tensioni contrapposte".
in pratica se muovi una mano, rilassata, verso l'alto devi avvertire il peso dell'aria con la parte superiore e la tensione verso il basso con la parte inferiore.
La sensazione delle mani (che si può sviluppare con appositi esercizi di visualizzazione) all'inizio è quella di pesantezza e calore, poi diventa come una puntura di spilli o una specie di debole corrente elettrica, infine ti sembrerà di muoverti in una specie di fluido vischioso.
La sensazione dello Zheng li col tempo deve passare a tutto il corpo. 
Ogni esercizio di qi gong o di taijiquan è inutile se non c'è il passaggio di energia negli "otto canali psichici" in cui scorrono con determinate direzioni ed intensità quelli che nello yoga vengono definiti 5 vayu. 


I canali psichici sono otto:

1) canale dell'energia femminile, ascendente: dal 2° Chakra al 6° Chakra passando dall'osso sacro e dalla spina dorsale.

2) canale dell'energia maschile, discendente: dal 6° Chakra al secondo passando lungo la parte anteriore del corpo.

3) canale della cintura: dall'undicesima dorsale all'all'undicesima dorsale passando sotto le costole e sullo stomaco.. come una cintura legata sotto il torace.

4) canale interno: dal perineo al plesso solare passando dall'interno del corpo in verticale.

5) canali destro e sinistro positivi delle gambe:
da sotto l'ombelico sino alla pianta del piede passando dall'anca e dall'esterno della gamba.

6) canali destro e sinistro negativi delle gambe:
Dalla pianta del piede fino a sotto l'ombelico passando per l'interno delle gambe e dall'inguine.

7) canale positivo destro e sinistro delle braccia:
dal cuore al palmo delle mani passando per l'esterno delle braccia e il dorso delle mani.

8 ) canale negativo destro e sinistro delle braccia:
dal palmo delle mani fino al cuore passando per l'interno delle braccia e le ascelle.

Piccolo esercizio per i canali delle braccia: 
inspirando visualizza l'energia che dal centro del petto passa alla spalla , all'esterno del braccio alla punta del gomito all'esterno dell'avambraccio, al dorso delle mani, alle dita e infine al centro del palmo della mano.
Espirando immagina l'energia che dal palmo della mano passa all'interno del polso, all'interno del gomito all, all'interno del braccio, all'ascella fino ad arrivare al centro del petto.
Dopo un pò dovresti sentire una specie di leggerissima vibrazione.
per acuire la sensazione concentrati sulla pesantezza delle mani .
Inspirando immagina che le ossa delle mani vengano contratte (come una spugna che si strizza).
Espirando immagina che le ossa si " espandano". 




Nel libro "I Classici del t'ai Chi" di Waysun Liao,Ubaldini editore c'è una sequenza posizioni che descrive in appendice al libro è molto simile, non identica, alla forma che pratico quotidianamente.
L'ho imparata ad Hong kong nel 1990.
Tieni presente che  ogni maestro adatta le forme e le posizioni alla propria anatomia e al proprio temperamento.
Il tai Chi chuan come arte marziale si comincia a studiare in Cina , pare, dopo un minimo di sei anni di studio di un'altra arte marziale  (H'sing I o Pa Kua).
Quando avrai imparato a perfezione le posizioni potrai cominciare a seguire il percorso dell'energia in ogni posizione, inizialmente facendo coincidere il ritmo dell'energia con quello della respirazione.
Quando sarai più esperto non dovrai più controllare il respiro.
Quando avrai messo insieme tutte le posizioni e le indicazioni su come assumerle ed avrai la padronanza della forma, incontrerai probabilmente qualche buon insegnante che ti dirà che la forma è solo uno specchietto per le allodole.... ma questo potrai capirlo solo dopo averla imparata alla perfezione.

YI - IL PENSIERO CREATIVO

Assumere delle mudra (intendendo qui con questa parola i gesti e le movenze fatti con le mani) senza percepire l'energia sottile è sostanzialmente inutile.
Il significato ultimo del gesto ci sfuggirà fin quando non si imparerà a percepire e ad utilizzare l'energia delle mani.
Fin quando non si imparerà a "respirare con le mani". 




Per prima cosa quindi il praticante deve apprendere a percepire ciò che nelle tecniche taoiste è definito QI.
Si deve sviluppare la tecnica dell'ascolto, spostando l'attenzione della mente sulla percezione interna o propriocettiva, acquisendo una sensibilità quasi febbrile.
Le tecniche sono diverse e di solito si basano su azioni fisiche (digito pressione, massaggio a sfregamento, massaggio percussione) unite al controllo/ascolto della respirazione ed all'uso di visualizzazioni, mantra , suoni ed un particolare uso del dialogo interiore simile a quello del Training Autogeno di Shultz.
Facciamo un esempio pratico(le varianti sono moltissime):
in piedi o seduti in una posizione comoda si scuotono le mani e le braccia per attivare la circolazione sanguigna.
si rilassano le spalle ruotandole avanti ed in dietro, sollevandole e facendole cadere ripetutamente.
Quando le mani e le braccia sono "calde" con le dita della mano destra (o il contrario, di solito si considera la mano destra maschile e la mano sinistra femminile) si preme l'unghia del pollice sinistro inspirando e si allenta la presa espirando.
Si ripete un certo numero di volte (solitamente 9 o un multiplo di 9) fn quando non si avverte nel pollice una sensazione "diversa"= sembra più leggero o più pesante o più caldo o più freddo di tutte le altre dita.
Si ripete la manovra con tutte le dita della mano sinistra.
Poi si preme il centro del palmo della mano con la stessa tecnica.
Si valuta la differenza tra la "sensazione" della mano sinistra e la sensazione della mano destra.
Quindi si fa un esercizio di visualizzazione: si immaginano le ossa della mano sinistra (quella "sensibilizzata") con più precisione possibile, come se le si disegnasse nella mente.
Inspirando si immagina che le ossa vengano compresse da una fascia elastica ed espirando si immagina che la stratta si allenti.
Proseguendo si immagina che le ossa divengano sempre più morbide ed elastiche.
Dopo un pò si dovrebbe avvertire un formicolio e/o un senso di pesantezza e/o un aumento di calore e/o punture di spillo ai polpastrelli ed al centro del palmo.
Si valuta la differenza con la mano non sensibilizzata e quindi si ripete l'operazione con l'altra mano.
Per aumentare l'a sensazione si possono unire i palmi della mano davanti al petto (con i gomiti rilassati e le dita verso l'alto.) e si può immaginare di inspirare dal palmo (immaginando un foro elastico che si apre conducendo l'aria nei polmoni attraverso le braccia) e di espirare attraverso le dita.
Dopo 9 o multipli di nove (fino a 108) respirazioni si allargano lentamente e dolcemente le mani (la sensazione sarà che le dita ed il palmo si siano incollati tra di loro) e si pongono ad una distanza (tra loro) di 3-4 cm con le dita rivolte in avanti, orizzontalmente.
Si immagina adesso che tra i due palmi vi sia una sostanza elastica ed appiccicosa.
Inspirando(dolcemente, senza rumore immaginando di prendere l'aria ad un cm dalla punta del naso) immagino di volere allargare le mani verso l'esterno ma di non riuscirci (la sostanza appiccicosa le tiene ferme).
Espirando (dolcemente senza rumore immagnando di mandare l'aria ad un cm dalla punta del naso)immagino di voler avvicinare i palmi delle mani ma di non riuscirci a causa della massa elastica.
Dopo 9 (18-27....108) ripetizioni si dovrebbero percepire contemporaneamente l'energia repulsiva e l'energia di attrazione.
Le sensazioni causate dalla visualizzazione e la visualizzazione stessa in Cina vengono definiti Pensiero Creativo o 意 Yi.


意 Yi significa letteralmente IDEA, PENSIERO, PENSARE ed è formato dai segni:
卜 bǔ​ = valutare, scegliere,fare oracoli
廿 niàn​= il numero 20 ad indicare una quantità limitata
日 rì​ = sole, giorno.
心 xīn​ = cuore mente, intenzione, centro.
Quando nel descrivere alcune tecniche della tradizione cino-giapponese ( o tecniche tantriche come NYASA) si dice di portare l'attenzione su un punto, visualizzare la mano, o il chakra della testa, visualizzare una divinità o un simbolo sul proprio corpo o nell'ambiente circostante o nel caso di alcune tecniche terapeutiche (Qigong nei dan) e di alcune tecniche marziali (Yi Quan) sul corpo di un paziente o di un avversario si chiede in realtà di utilizzare il pensiero creativo YI.
Per pensiero creativo o YI non si intende il semplice disegnare nella mente una figura geometrica o un organo del corpo o una situazione.
 
Yi è una tecnica operativa e come tale deve avere uno strumento ed un prodotto finale.
Un prodotto inteso come un oggetto o un fenomeno percepibile.
Se stimolo il QI (FU QI) e lo indirizzo nella mano sinistra, alla mano deve accadere qualcosa.
Essendo l'energia QI una vibrazione paragonata nei testi a luce e calore, dovrò percepire calore e/o luce e/o un sottile campo magnetico e/o qualcosa di diverso dal comune sentire.
Ci deve poi essere un risultato, in un certo senso, TANGIBILE.
Se non vi è un risultato Tangibile , per esempio un aumento dell'equilibrio e della capacità di lavoro accompagnati da un minimo impiego di energia muscolare, non si potrà parlare di pensiero creativo.
Facciamo un esercizio propedeutico: massaggio la mano sinistra, dito per dito, poi palmo della mano, poi dorso della mano fino a percepirla più calda e morbida.
Quindi mi concentro sulla punta del dito indice della mano sinistra (per esempio) e cerco di sentire un unghia, come quella di una tigre o di un gatto, che esce dal polpastrello. 



Inspirando immagino il polpastrello "turgido"- espirando  immagino che l'unghia esca lentamente - Inspirando osservo l'unghia ritrarsi (altrettanto lentamente) e così via.
Dopo un ciclo di 9-18-108 respirazioni alzo le due mani e confronto la sensazione del dito indice della mano sinistra con la sensazione del dito indice della mano destra.
Se il primo è più pesante (o più leggero...o più "vivo"...) più rosso per l'afflusso di sangue, più carico di "energia" e avverto una vibrazione a spirale sul polpastrello unita ad una specie di leggero tremolio interno dell'intero dito sinistro (e magari del palmo) significa che sto utilizzando il pensiero creativo YI.

Il pensiero creativo 意 Yi è cosa diversa dall'immaginazione.
L'esercizio delle "unghie di tigre" non è finalizzato, naturalmente, alla creazione di un appendice cornea sui polpastrelli.
Si può percepire ed imparare ad utilizzare solo ciò che già c'è e fino ad oggi un uomo con le unghie retrattili non si è mai visto.
La visualizzazione però funziona e funziona per per motivi collegati alla neurofisiologia: nelle dita della mano esistono dei muscoli sottili cui solitamente non facciamo attenzione.
Quando si chiede ad una persona di muovere le dita di una mano le metterà in movimento a partire dai muscoli dell'avambraccio e tendendo il palmo, trascurando la muscolatura sottile.
I muscoli flessori "brevi"delle dita situati sulle ultime falangi, agiscono in maniera simile a quelli che , nei felini, fanno estrarre le unghie.



Se si escludono i pianisti, la maggior parte delle persone tiene le dita contratte e, sebbene i flessori brevi siano innervati ed abbiano la possibilità di essere messi in azione volontariamente, pochi ne percepiscono l'esistenza.
La visualizzazione aiuta a percepire ed a sensibilizzare i muscoli sottili.
Buona parte della pratica del qi gong nei dan e del nyasa tantrico si fonda sulla sempre maggior sensibilizzazione del corpo e sull'allenamento dei muscoli sottili.
L'aumento di energia, anche muscolare, che deriva dalla pratica dipende dalla migliore e più logica utilizzazione di muscoli, tendini, articolazioni.
Stringere il pugno utilizzando i muscoli sottili appropriati anziché, come fa la maggior parte delle persone, contraendo tutti i muscoli dell'avambraccio (e talvolta del braccio e della spalla) significa risparmiare una notevole quantità di energia, utilizzabile, quindi, in altro modo.

LE MANI DI BUDDHA



Le "Mani di Buddha" o "  dodici posizioni di Da Mo", sono il primo esercizio insegnato dallo Yogacharya Bodhidharma (Da Mo in cinese) ai monaci del monastero di Shaolin.
Si tratta di un esercizio apparentemente semplice per percepire e utilizzare la circolazione delle energie sottili, dodici diverse posture in piedi in cui cambiando la posizione delle dita, delle mani, delle braccia e visualizzando il Qi come una corrente che esce dal palmo delle mani e/o dalle dita, si attivano i cosiddetti  " 8 canali straordinari".
Gli effetti dell'esercizio, soprattutto se rapportati alla relativa semplicità delle posizioni e dei movimenti di passaggio, sono impressionanti.
Bodhidharma, il primo patriarca del buddismo cinese o CHAN (ZEN in giapponese) rappresenta un po' l'anello di congiunzione tra il tantrismo e le tecniche psicofisiche taoiste.
L'esercizio agisce su vari livelli: sul piano fisico, basandosi sugli stessi principi della ginnastica isometrica e dell'integrazione posturale;
Sul piano mentale, utilizzando la volontà o "YI"-pensiero creativo- per far circolare le energie sottili.
Sul piano dell'inconscio, utilizzando le corrispondenze simboliche tra le varie parti del corpo, gli elementi costitutivi della manifestazione e il macrocosmo.




1) corrispondenze simboliche della tradizione indo-tibetana:
PUGNO CHIUSO = Bindu, manifestazione allo stato potenziale, unione di Shiva e Shakti, Bija mantra AUM.

POLLICE = Spazio, Suono, Udito, azione fondamentale del parlare, Bija mantra AH o HAM o E.
INDICE = Aria, Tangibilità, Tatto, azione fondamentale dell'afferrare, Bija mantra YAM o HUM.

MEDIO= Fuoco, Luce/Colore, Vista, azione fondamentale del muoversi, Bija mantra RAM.

ANULARE = Acqua, Sapore, Gusto, azione fondamentale del generare, Bija mantra VAM.
MIGNOLO =Terra, Odore, Olfatto, azione fondamentale dell'evacuare, Bija mantra LAM.


Anche le tre diverse falangi hanno vari significati:
Le falangi esterne (i polpastrelli) rappresentano lo stato di veglia, la lettera A dell'AUM.

Le falangi mediane rappresentano lo stato di sogno, la lettera U dell'AUM.
Le falangi interne rappresentano lo stato di sonno profondo, la lettera M dell'AUM.


In Cina gli elementi, pur essendo sempre cinque, diifferiscono da quelli della tradizione indiana, e così la simbologia legata alle dita.



Se in India e Tibet il padre degli elementi (ed il centro della rappresentazione dell'universo) è lo Spazio, per i cinesi è la Terra.
Quindi al POLLICE i cinesi associano:
la Terra, l'Odore, l'Olfatto, i cambi di stagione, l'emozione dell'ANSIA, la nota musicale GONG (nel senso di palazzo) ovvero il nostro FA.

INDICE: il Metallo (che nella tradizione cinese sostituisce l'Aria), l'autunno, l'emozione della TRISTEZZA, la nota musicale SHANG (che significa deliberazione) ovvero il SOL.

MEDIO: il Fuoco, l'Estate, la GIOIA, la nota musicale ZHI (che significa prova) ovvero il DO.
ANULARE: Legno, Primavera, RABBIA, la nota musicale JUE(corno) che corrisponde al LA.

MIGNOLO: Acqua, Inverno, PAURA, la nota musicale YU (ali) che corrisponde al RE.

Al di là delle differenze è chiaro che ogni dito corrisponde ad un suono, ovvero una vibrazione.

POLLICE = HAM (AH) e FA.
INDICE = YAM e SOL.
MEDIO = RAM e DO.
ANULARE = VAM e LA.
MIGNOLO = LAM e RE.

La vibrazione è un onda, ovvero uno spostamento di ENERGIA ma non di MATERIA.
Ogni dito è quindi, secondo lo Yoga e la tradizione cinese, in grado di emettere una onda di energia con qualità (ovvero frequenza) diversa.
Ogni dito, inoltre, è "polarizzato" positivamente o negativamente e le dita delle due mani hanno una carica invertita.
Il pollice della mano destra ad esempio è "+" e quella della mano sinistra è "-" e  così i due palmi, ed è per questo che, avvicinando le due mani dopo averle rilassate , si ha la strano sensazione che si attraggano e si respingano contemporaneamente.
Le mani, in un certo senso, hanno la possibilità di emettere suoni/vibrazione, e l'esercizio delle "MANI DI BUDDHA" serve per cercare di imparare a suonare.

IL CH'I, IL DIAFRAMMA E L'ANGOSCIA DI NASCERE

Questo coso qua sotto è il diaframma toracico.
Di solito si considera un muscolo, ma non è proprio esatto.
È una struttura complessa.






Al centro, quella roba bianca che sembra il grasso della bistecca, c'è una zona tendinea chiamata “centro frenico” perché ci arrivano i nervi frenici, responsabili del suo movimento.
Dal centro bianco nascono delle fibre che vanno a formare tre diverse fasce muscolari: la prima (sternale) si attacca, in avanti alla “punta inferiore” dello sterno.
La seconda (costale), si infila tra le ultime sei costole (quelle che “nascono” dalle ultime sei vertebre dorsali).
La terza (lombare) si allunga in due “pilastri” di lunghezza diversa (il destro è più lungo del sinistro) che si ficcano nei dischi della seconda terza e quarta vertebra lombare.





Il bisteccone, che quasi sempre ci immaginiamo come una lamina o una fascia orizzontale in realtà ha invece la forma di un elmo antico, un po' asimmetrico. 



La parte (cupola) destra che preme sul fegato è più alta della parte sinistra , che sotto di sé ha invece lo stomaco e la milza, più mobili del fegato.
Quando si inspira normalmente le due cupole si abbassano comprimendo gli organi dell'addome e dando l'impressione di un allargamento dell'addome.
Quando si espira le cupole si alzano e l'addome si rilassa
Il diaframma toracico oltre che a fegato, stomaco e milza è collegato direttamente a pericardio, sacco pleurico, peritoneo, duodeno, colon, ghiandole surrenali, reni e pancreas.
Non occorre essere medici per intuire che un suo cattivo funzionamento ha pesanti ripercussioni su tutto l'organismo.
Ma perché il diaframma funziona male?
Una cosa che molti non sanno è che il feto, nella pancia della mamma, non respira con i polmoni, ma con il cordone ombelicale che è un tubo legato alla placenta.
Dentro il tubo ci sono vene e arterie (tre in tutto, due in alcuni casi) che portano ossigeno e cibo direttamente nel corpo del bambino ed eliminano i rifiuti.


C'è un sistema circolatorio diverso dall'adulto.
Banalizzando si può dire cuore (che lavora a regime ridotto, diciamo al 40% delle sue possibilità) e polmoni ( che sono collassati) vengono bypassati mediante tre valvole (che si chiamano, credo, “dotti”) che verranno rese inoperose dopo la nascita.
Il diaframma che fa durante la respirazione prenatale?
Niente.
(In realtà forse per allenarsi il feto ingoia ogni tanto del liquido amniotico e lo dirige ai polmoni.... ma è poca roba, pare).
Subito dopo la nascita il cordone viene tagliato e annodato, la placenta non distribuisce più ossigeno e alimenti nel corpo e al bambino manca improvvisamente l'aria.
Benvenuto al mondo!
Abituato a sentire l'energia fluire liberamente dall'addome il bambino irrigidisce il diaframma nella posizione più alta possibile.
E' questo il motivo per cui un tempo, e qualche volta ancora oggi, gli si dava una sberla sulla schiena: per aprire i polmoni e far scendere forzatamente il diaframma.
Ecco la radice “antica” del suo cattivo funzionamento.
Il diaframma viene collegato alla paura di morire, all'angoscia, alla mancanza di ariae più si ha la paura di non respirare più si tende ad alzare le due cupole che premono sui polmoni, schiacciandoli, e sul cuore.
La respirazione taoista si basa sulla tecnica di mantenere le due cupole del
diaframma nella posizione più bassa possibile, sia in inspirazione che in espirazione, in modo da eliminare o attenuare il riflesso dell'angoscia originaria.
Credo che la chiamino Respirazione Prenatale.
Ma che fine fanno nell'età adulta i residui della circolazione fetale?
Non saranno per caso connessi a quella che i taoisti chiamano CIRCOLAZIONE DEL CH'I PRENATALE e ai cosiddetti CANALI STRAORDINARI?

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